Le abitudini che fanno aumentare incubi e terrori notturni

M. Neira | 24 Marzo 2022

imagen persona durmiendo cama 40

A tutti noi è capitato almeno una volta nella vita di fare dei brutti sogni e risvegliarci di soprassalto, magari subito dopo aver sognato di cadere da un precipizio, a causa di uno spavento inaspettato o magari a causa di un senso di persecuzione esasperante. La maggior parte delle volte inseriamo questo tipo di sogni sotto la stessa categoria, ovvero quella degli incubi, anche se non tutti si possono definire così. Esistono infatti anche quelli che sono chiamati terrori notturni, che sono molto diversi fra loro.

Una delle principali caratteristiche che distinguono le due condizioni  del sogno è che - generalmente - gli incubi riusciamo a ricordarli al risveglio. Invece potresti aver vissuto un terrore notturno e non aver idea di cosa sia successo. Nel secondo caso, uno dei modi più comuni per cercare di ricordare cosa è successo è attraverso la persona che stava accanto a te mentre dormivi. Se invece dormi da solo, magari stai vivendo dei terrori notturni e nemmeno lo sai.

Il ricordo non è l’unico modo per differenziare questi due episodi: gli incubi, infatti, tendono ad evolvere in maniera graduale e questo significa che il malessere che provocano va da un meno ad un più, come si si trattasse di un film in cui stiamo arrivando al nocciolo della storia. D’altro canto, invece, i terrori notturni sono immediati: stai dormendo tranquillamente e all’improvviso, senza alcun preavviso, provi paura e gridi.

Se continuiamo ad analizzare le differenze, queste due forme del sogno avvengono in due fasi molto distinte. Gli incubi avvengono nella fase REM (movimento oculare rapido in Italiano), quando è più facile che avvengano dei sogni che il giorno dopo riusciamo a ricordare. Al contrario, i terrori notturni avvengono nella fase tre del sogno, quando le onde del cervello più lente si uniscono alle onde più veloci.

Ci sono però delle abitudini che fanno aumentare le probabilità di avere degli incubi o dei terrori notturni. Fra queste abbiamo sicuramente: mangiare prima di andare a dormire e questo perché il metabolismo si attiva e con lui anche il cervello; prendere delle medicine che includano degli antidepressivi; la mancanza di sonno e altri disturbi che si manifestano nel sonno.

I terrori notturni sono frequenti nelle persone che hanno vissuto un trauma molto importante o negli individui che hanno dei disturbi da stress post-traumatico, o almeno questo è ciò che indica il Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti d’America. Il dottor Eduard Estivill, neurofisiologo e specialista europeo nella Medicina del Sonno, nonché Direttore della Unidad del Sueño presso l’Ospedale Generale della Catalogna, nel LaVanguardia.com spiega che “Questi episodi accadono all’incirca al 10 per cento della popolazione adulta e che i bambini sono quelli che ne soffrono di più. Generalmente, il 40 per cento di loro li supera con l’arrivo dell’adolescenza.

Il sonno è uno dei processi più importanti del nostro corpo e gli incubi e i terrori notturni possono interromperlo bruscamente. I casi gravi di terrori notturni e incubi, che rientrano in determinati tipi di parasonnia, richiedono un aiuto specializzato, come la terapia cognitiva-comportamentale. Un modo per sapere se soffri di terrori notturni oppure no è quello di far caso se senti sonno durante il giorno o se hai qualche ematoma sul corpo.

Condividi:

whatsappwhatsappwhatsappwhatsapp

Potrebbe interessarti anche